Esperienze di vita religiosa nel cuore di Dom Grea!

a cura di Padre Rinaldo Guarisco -Superiore Generale Cric-  Presidente Associazione Culturale Dom Adriano Grea

 

"Rimaniamo fedeli a questa santa vocazione. In questa disponiamo di mezzi per salvarci e per salvare gli altri. La santità umile e nascosta. Non basta stimarla, dobbiamo anche essere riconoscenti per questo prezioso dono che Dio ha fatto a noi e agli altri."

 

Dom Adriano Grea

 

 

Padre Rinaldo Guarisco 


DA GIROVAGHI A PELLEGRINI!

 CASA BETANIA - PIE DISCEPOLE DEL DIVIN MAESTRO

 

Esercizi spirituali vissuti da Padre Rinaldo dal 16 al 21 marzo 2025 guidati da don Marco Vitale    

 

Introduzione agli esercizi

 

Vorrei condividere solo alcuni spunti dei numerosi contenuti ricevuti e vissuti in questa settimana di riflessione spirituale.

Innanzitutto riguardo alla metodologia l’invito era di entrare negli esercizi attraverso un tempo privilegiato riservato a Dio. Dio desidera incontrare noi e per questo serve tempo.

 

La prima domanda è la seguente: che cosa desidero da questi esercizi?

 

L’apertura degli esercizi coincide con la seconda domenica di Quaresima nella quale abbiamo letto il testo del Vangelo di Luca sulla trasfigurazione di Gesù, sul monte Tabor, mentre è in un atteggiamento di preghiera.

Questo avviene otto giorni dopo il primo annuncio della passione.

Saliamo con lui nella preghiera per trasformare il nostro volto.

In questa settimana iniziamo e facciamo nostra la preghiera del salmo 62 e anche del salmo 27: il desiderio del volto di Dio. Che volto cerchiamo? È la volontà di Dio.

Anche il salmo 42 è un desiderio di cercare Dio come il cervo anela all’acqua.

Sono questi i salmi del desiderio.

 

Come entro e come vorrei uscire da questi esercizi?

La trasfigurazione nel Vangelo di Luca è un momento centrale della vita di Gesù.

Chiediamo la grazia per questo cammino: dove sei Dio? Ma soprattutto: dove sono io?

È importante fare il passaggio dal non sapere dove siamo all’ascolto della voce del padre che indica il figlio: “Questi è il figlio mio prediletto: ascoltatelo!”.

Quindi i tre atteggiamenti fondamentali sono i seguenti:

-  desiderio,

-  dinamica dell’entrare negli esercizi,

- valorizzare il silenzio da tutte le preoccupazioni.

 

Meditazione introduttiva

 

È necessario entrare lentamente in un tempo nuovo, cominciando a distanziarsi da ciò che abbiamo lasciato: è il silenzio interiore, staccarci dalle preoccupazioni, porsi davanti a Dio in confidenza.

Mi domando: sono disponibile a lasciarmi trovare da Dio? Dio si fa trovare se noi ci lasciamo trovare da Dio. Quanto desidero e quanto desiderio ho di incontrare Dio?

 

Come mi sento davanti a Dio?

 

-  Mettersi davanti a Dio come una montagna stabile, atteggiamento fermo, possente, vogliamo anche noi stare fermi a vedere come sto davanti a Dio.

-  Un’altra immagine è quella dell’oceano: come sto davanti a Dio con l’immagine dell’oceano? Respiro a ritmo delle onde, a polmoni pieni, tirando fuori tutti i miei problemi e peccati. Questo è compito nostro, tocca a noi tirare fuori le ansie e sentirci trasparenti.

-  Una terza immagine davanti a Dio, come un fiore: è bello ma è delicato e fragile. Mi lascio guardare da Dio nella mia fragilità? Devo imparare a vedere la delicatezza del mio pregare.

- La quarta immagine per stare davanti a Dio come un uccellino: l’atteggiamento interiore ed esteriore, qual è quello più importante? Mi abbandono all’amore di Dio con il mio cinguettio?

E’ necessario entrare nella preghiera e non far entrare la preghiera nei miei orari.

 

Testo sacro: genesi 12,1-19  - È la vocazione di Abramo

 

È l’immagine della Speranza, l’uomo in viaggio che va verso la speranza ma non ha nessuna certezza. L’ordine di Dio è questo: vattene dalla tua terra, dalla tua parentela.

È il passaggio da una situazione dove si sta ben sistemati, a iniziare una nuova realtà, un nuovo cammino.

Si comincia a girovagare per diventare pellegrini nel mondo, cioè camminare con una speranza.

È quello che senti dentro di te, che ti rende girovago o pellegrino.

Uscire per andare verso una terra che il Signore ci darà, lasciare la certezza per l’incerto.

Dio promette ad Abramo: farò di te una grande potenza, ti benedirò e dirò bene di te, renderò grande il tuo nome, tu diventerai benedizione per gli altri e saranno benedette tutte le famiglie della terra.

Allora, Abramo partì con la moglie, con il nipote e con tutti i suoi beni.

Nella mia vita, quali sono le cose per me importanti da portarmi dietro, quali sono le cose e le persone?

Essere Pellegrini vuol dire partire, fermarsi, ringraziare.

Questo è lo schema della vita.

 

Testo sacro: 1Re 19,1-8.

 

È il racconto di Elia che fugge da Gezebele, ma è in dialogo con Dio.

Elia ha una missione da compiere: deve convertire i devoti del dio Baal. Elia si impaurisce alla minaccia di essere ucciso: questa è la sua fragilità. Se ne va per salvare se stesso. Elia sotto il ginepro sta fuggendo per non essere ucciso, ma allo stesso tempo desidera morire.

Noi, come ci sentiamo nella vita? Siamo pellegrini o girovaghi? Siamo nella speranza o siamo disperati?

Un angelo si avvicina a Elia e lo invita a mangiare e poi Elia cammina per 40 giorni fino al monte Oreb.

Allora anch’io mi devo chiedere: quali sono i miei bisogni, i miei poteri, la mia identità?

Iniziare gli esercizi e mettermi in cammino per lasciarmi trovare da Dio.

 

Testo sacro: Genesi 1

 

Una breve introduzione apre questa meditazione, partendo ancora dal concetto di girovaghi e o pellegrini. Il pellegrino sa dove andare perché ha una méta da raggiungere mentre il girovago cammina senza un orientamento chiaro.

Nel nostro cammino di vita è importante la speranza, ma non come un antidepressivo o una sostanza narcotica; deve essere sostenuta da una fede matura che si esprime in Gesù, nella sua incarnazione e concretezza di vita.

Per approfondire questo concetto o messaggio di Speranza vissuto nella Fede, è bene fare ritorno alle origini.

Il racconto della creazione ci ricorda come Dio sia partito da lontano, creando o meglio separando inizialmente la luce dalle tenebre per arrivare alla creazione dell’uomo e della donna.

Per questo Dio ha un progetto di cui noi siamo l’apice, ma non i soli protagonisti, c’è anche tutto il creato insieme con noi.

Dal caos iniziale, dove la terra era deserta, informe e nelle tenebre, appare la luce.

Questo è un primo messaggio che vale anche per la nostra vita personale quando si è ancora in confusione, informi, nel buio. Serve l’intervento di Dio per fare luce sulla nostra vita.

È importante dunque far entrare la luce in tutta la nostra vita, in tutte le sue dimensioni: nel corpo, nella mente, nello spirito.

Serve allora chiedere al Signore la luce per vedere gli angoli oscuri della nostra vita, cioè mettere in ordine alcune situazioni. Per fare discernimento è necessario vedere chiaro.

Successivamente, Dio inizia a dare un nome a tutto quello che ha creato: dal sole alla luna e alle stelle.

Quando poi si fa sera e poi ancora si fa mattino si chiude il cerchio di una giornata. Questo è un invito a entrare nella nostra vita con il ritmo descritto in questi primi versi della Bibbia: fu sera e poi fu mattino.

Dio sceglie di andare avanti con gradualità per questo ha creato, ha donato, ma anche aggiustato il tiro. Questo vuol dire che non ci ha creati perfetti, ma fatti anche a sua immagine, per questo siamo la proiezione di Dio stesso, l’apice della creazione.

Infatti crea l’uomo, poi la donna e dà una missione da compiere. È un’opera d’amore a tappe: ma io a che punto sto della mia vita? Come vivo la mia missione umana?

 

Testo sacro Genesi 2

 

Anche questo secondo racconto della creazione è una lettura sapienziale nei confronti dell’uomo e di tutto il creato: c’è un grande giardino, c’è l’uomo, la vita vegetale, la vita animale. Dio fa un grande giardino che contiene tutta la vita dell’uomo.

Ora posso domandarmi: ho consapevolezza che la mia vita è un grande giardino ricco di presenze, dono di Dio?

Dio, però, ha posto un limite per la conoscenza del bene e del male. Vuol dire che la nostra vita senza limiti non ha senso, Dio ha posto un limite per suscitare in noi il desiderio di superare questo limite cercando le cose buone a noi concesse. Mettere un limite vuol dire mettere dentro il tuo cuore un desiderio.

Quando Dio crea l’uomo e la donna gli affida una missione e un progetto. Questo vuol dire che anche a ciascuno di noi dona una vita, dei desideri e la capacità di progettare.

Ora tocca a noi meditare su questo progetto ciò che Dio ha fatto per il nostro bene.

Dalla parola Sacra si innesta la nostra vita.

 

Testo sacro: genesi 3

 

Il tema di oggi è il peccato originale. Innanzitutto vogliamo chiedere una grazia per questa giornata: secondo il pensiero di Sant’Ignazio bisogna provare vergogna del proprio peccato. Questo è un concetto oggi un po’ superato, per cui vogliamo chiedere la grazia di capire che noi non siamo il nostro peccato.

Noi ci ritroviamo su un piano inclinato e vorremmo cambiare le leggi del piano inclinato ma non possiamo. Siamo costretti a scendere fino in fondo, però possiamo cambiare il piano e renderlo meno inclinato. Questo significa che l’impronta del peccato originale non possiamo negarla, ma non possiamo nemmeno negare di essere fatti a immagine e somiglianza di Dio. Per questo non dobbiamo sentirci in colpa, anche se naturalmente quando pecchiamo abbiamo anche le nostre responsabilità. Dobbiamo prendere contatto con una realtà più grande di noi.

Nel racconto di Gn 3 abbiamo la figura del serpente che è un essere astuto, furbo, sa manipolare e ingannare. È chiaro che senza tentazioni non c’è peccato, ma non c’è nemmeno merito e cioè non c’è gioia. C’è qualcosa di più grande di noi.

Il serpente dice con una domanda: è vero che Dio ha detto che non potete mangiare di quest’albero? Eva risponde la verità: si è vero.

Il serpente continua con un’affermazione: non è così, ma Dio vuole che tu non sia come Dio, ma che tu debba essere subordinato a Dio.

Adamo ed Eva si accorgono dell’importanza dell’albero solo in quel momento. Questo succede perché spesso il nostro pensiero viene catturato dalle cose. È una falsa affermazione su ciò che Eva aveva sempre visto, per cui Eva lo desidera, lo gusta perchè si può desiderare sia il bene che il male. La nostra mente è selettiva perché è piena di bontà e di cattiveria e deve saper scegliere ciò che le fa bene. Allora Eva ne mangiò e ne condivide con Adamo. A questo punto si aprono gli occhi e si accorgono di essere nudi. Poi sentono i passi di Dio. L’uomo si nasconde da Dio ma Dio non lo abbandona anzi lo chiama: dove sei?

Questa è la domanda che si pone un pellegrino e non un girovago.

Per questo mi domando anch’io dove sono nella mia vita?

Adamo ed Eva hanno vergogna della loro nudità che pure è stata creata da Dio come cosa bella. Poi c’è un giro di responsabilità e di risposte perché l’uomo dà colpa alla donna, la donna dà colpa al serpente. Questo significa che anche noi dobbiamo essere in grado di riconoscere le falsità e le non verità nella vita. L’ignoranza crea falsi pericoli.

Quali sono le aree dove il diavolo mi può ingannare?

La cacciata dall’Eden non è una punizione, ma vuole essere un’occasione per educarli a gestire le proprie scelte.

Nella mia preghiera:  Signore, io non posso eliminare la tendenza al peccato, ma tu rendimi scaltro secondo il tuo Vangelo.

 

Testo sacro: Giovanni 11 - la morte di Lazzaro

 

In sintesi, questo racconto descrive tra le righe la dinamica del nostro peccato, ma Dio ci viene incontro e ci risuscita. La morte è immagine del nostro peccato.

Lazzaro era ammalato: il nostro peccato affonda radici nel tempo della nostra vita.

Colui che tu ami è malato: ho qualcuno a cui rivolgermi quando sono malato nel cuore?

Se non richiedo aiuto, si muore.

Il ritorno in Giudea per Gesù è pericoloso, ma come nelle tentazioni, lui affronta questo rischio.

Lazzaro non è morto ma è addormentato, vuol dire che il peccato rallenta la nostra vita, la addormenta. Era morto da quattro giorni: spesso mi accorgo del mio peccato quando è grande.

Gesù ci ricorda che lui è la risurrezione e chi vive e crede in lui non morirà.

Il fatto che Lazzaro sia morto da quattro giorni, sembra che il peccato sia invincibile, ormai è troppo tardi.

Eppure il morto uscì ma ancora avvolto dalle bende: si esce dal peccato ancora con le bende della tentazione, per questo abbiamo bisogno di qualcuno che ci liberi.

Dobbiamo quindi sporcarci le mani su un cadavere che è il nostro peccato.

Allora mi domando: in quale tappa sono del mio pellegrinaggio?

 

Testo sacro: 2Re 5,1-19 - Guarigione di Naaman, il Siro

 

Naaman era un uomo capace, potente aveva fatto prigioniera una ragazza che poi lo avvisa del profeta in Israele. Naaman aveva una malattia seria, era uomo di potere, ma schiavo della propria malattia e impotente.

Questo primo messaggio ci fa capire come tante volte le malattie ci legano nella nostra libertà.

Naaman infatti ha paura di morire.

Una giovane donna dalla vita sfortunata, poiché è stata deportata dal suo paese e ora è schiava presso Naaman, si preoccupa di quest’uomo. Infatti, questa giovane donna suggerisce a Naaman di rivolgersi in Israele per essere guarito. Questo significa che si può rimanere umani, gentili e generosi anche quando la vita è dura.

Naaman ci viene presentato come un uomo che ragiona nei suoi schemi soprattutto nel suo potere che ha in mano e utilizza strumenti di alta burocrazia: infatti presenta una lettera al suo re da portare al re di Israele. La strada dei poteri e Naaman segue queste vie formali. Il re di Israele si meraviglia di questa lettera e teme un tranello.

Eliseo interviene quando viene a sapere che il re di Israele si è arrabbiato e si rifiuta di accogliere Naaman. Gli chiede di mandarlo da lui. Eliseo manda a dire a Naaman di andare al fiume Giordano e di lavarsi sette volte.

Naaman schiavo sempre dei suoi schemi non accetta e si rifiuta di andare a lavarsi al fiume avendo anche lui nel suo paese tanti fiumi. Si domanda perché proprio questo fiume? Desidera guarire, ma dipende dal suo schema di vita e dei riti da compiere.

Ma i suoi servi lo convincono di andare al fiume e di lavarsi sette volte. Infatti, eseguendo questo ordine viene guarito e Naaman viene sconfitto nei suoi schemi, riesce a cambiarli solo quando si sente amato da qualcuno: prima la serva con il suo suggerimento ora i servi.

Naaman si sente amato dagli ultimi: sono i servi che lo guariscono nel cuore. Infatti, il vero miracolo della guarigione è quello del cuore e non solo della pelle.

Chiediamo anche noi al Signore, come sta il mio cuore? 

 

Naaman ritorna per ringraziare e sdebitarsi col profeta, ma Eliseo rifiuta i regali perché Dio è amore e gratuità. Eliseo senza nulla aggiungere, risponde a Naaman di andare in pace.

Infatti, non si esce da uno schema per entrare in un altro schema.

Nella mia vita, Dio mi è amico o è solo un creditore verso cui ho un debito? Quanta gratitudine ho verso Dio? Quanto io mi sento amato da Dio e dagli altri?

Amare non è un esercizio di gratitudine, ma si ama gratuitamente.

Possiamo anche noi portare un po’ di terra per ricordarci che siamo stati salvati.

Qual è la terra che porto con me?

Dopo la sua guarigione, Naaman non si sente più padrone, ma servo del Dio di Israele per merito di altri servi.

 

 La Grazia da chiedere al Signore oggi è quella di farci capire quanto è importante guarire il mio cuore e quale lebbra impedisce al mio cuore di guarire.


ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE 25 MARZO 2025                                        25° della benedizione della nuova chiesa parrocchiale  Natività di Maria

 Omelia di Padre Rinaldo Guarisco 

Superiore Generale CRIC

 

 

Soltanto nell'umiltà il cuore è capace di rispondere alla chiamata di Dio.

 

Per vivere in pienezza la solennità dell'Annunciazione, riporto queste parole del cardinal Comastri, che la settimana scorsa è stato tra voi in occasione degli esercizi spirituali di comunità, tratte dal suo ultimo libro dove sono raccolte alcune sue omelie su Maria e nel quale scrive: “Dio vuole la collaborazione; ecco perché ha cercato Maria…La chiamata di Maria nasce da uno stile costante di Dio…e ci ricorda che anche noi abbiamo una vocazione, anche per noi c'è una chiamata: Dio aspetta da ciascuno di noi una porzione di bene, che è la nostra santità vissuta nell'ambiente e nelle circostanze nelle quali viviamo ogni giorno...”

 

Nel brano del vangelo di oggi l'evangelista Luca riferisce che l'angelo Gabriele viene mandato da Dio "in una città della Galilea, chiamata Nazaret" (Lc 1,26).

La Galilea, a quei tempi, era la regione più disprezzata della Palestina. E Nazaret era il più piccolo villaggio della Galilea. Quando l'apostolo Filippo disse a Natanaèle: "Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù il figlio di Giuseppe, di Nazaret!" (Gv 1,45), Natanaèle prontamente rispose: "Da Nazaret può venire qualcosa di buono?" (Gv 1,46). Eppure l'angelo viene inviato da Dio a Nazaret in Galilea per ricordarci che soltanto nell'umiltà e nella piena fiducia il cuore è capace di rispondere alla chiamata di Dio con un "si" sincero e fedele.

Oggi, in questa solennità dell’Annunciazione, l’angelo viene inviato nuovamente a questa comunità parrocchiale della Natività per ricordarle di avere un cuore umile come quello di Maria, sempre pronto a rispondere con un sì generoso alla missione che il Signore gli affida e a lottare sempre contro l'orgoglio. L'orgoglio è la causa di tutte le tensioni, di tutti i problemi: nella famiglia, nella società e anche nella Chiesa.

Infatti nella prima lettura che è stata proclamata, viene brevemente descritto l’orgoglio che ha impedito al re Acaz di vedere con occhi umili e obiettivi il pericolo che stava incombendo sul regno di Giuda, minacciato dai re di Siria e di Israele che stavano marciando contro di lui. Il suo cuore si inorgoglì a tal punto che, con la scusa di non voler tentare il Signore, non vuole chiedere nemmeno un segno “dal profondo degli inferi e neppure dall’alto”, come dice il testo sacro. Dio, tramite il profeta Isaia, voleva solo tranquillizzarlo e metterlo in guardia poiché il piano dei nemici non si sarebbe realizzato se lui si fosse fidato delle parole e dei consigli del Signore. Ma il Signore darà lo stesso un segno, umile, semplice e contro ogni aspettativa e pretesa umana. E il segno è questo: “la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”, cioè Dio è sempre con noi!

A volte capita anche a noi, come al re Acaz, di vivere situazioni in cui non abbiamo via d’uscita e ci tocca dipendere o affidarci ad altri. Se siamo presi dal nostro orgoglio, restiamo isolati, chiusi nelle nostre paure e fragilità, rischiando di fallire. Ma Dio non ci abbandona e resta fedele alle sue promesse. A noi l’impegno di continuare a fidarci del Signore e, come abbiamo pregato col salmo responsoriale, desiderare di compiere la volontà del Signore perché “la sua legge è nel mio cuore, nel mio intimo”.

E come ci ricorda la seconda lettura, al Signore non bastano i sacrifici, le offerte, gli olocausti, le solenni celebrazioni, ma ci chiede ancora una volta: “Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà”!

Nel vangelo di questa solennità dell’annuncio della nascita del Messia, festa liturgica del nostro Signore, ritroviamo l’esempio e la mediazione di Maria che, nella sua grande umiltà, si rende disponibile a realizzare il piano di Dio proposto dall’angelo: “Ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola”.

Anche Maria è stata presa da domande, incertezze, timori e a queste parole fu molto turbata, dice il testo di Luca, cercando però di capirne il senso di un tale saluto e progetto.

Ma lei riesce a rispondere “sì” perché il suo cuore è pieno di fiducia nel Signore, pur non comprendendo ancora tutto questo mistero.

Così Maria, ci invita a non aver paura delle nostre piccolezze, dei nostri dubbi e paure a rispondere con generosità e pienezza alla missione  che il Signore ci affida ogni giorno: a livello personale, nelle nostre famiglie, nella società, nella Chiesa, nella nostra comunità parrocchiale.

Uniamo tutti i nostri sì per continuare a formare e edificare una comunità dove si vive, senza orgoglio ed egoismi, la fraternità, la disponibilità, l’annuncio del vangelo in un clima di preghiera ed entusiasmo.

La speranza dell’Anno Santo e di questo Anno Giubilare parrocchiale, celebrando 25 anni di vita e di storia della vostra nuova chiesa vuol dire “essere presenza, identità, memoria, centro, storia”, come scriveva padre Lorenzo in quella circostanza di 25 anni fa. Dalla chiesa come edificio di mattoni dove si celebra, si canta, si evangelizza, si amministrano i sacramenti della vita, della comunione e della riconciliazione, deve nascere una comunità di fede che vive rigenerata nello Spirito «presso le case della gente» come pellegrina di speranza.

 

Per questo motivo vi auguro di sentirvi sempre in missione: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. Sono termini che in questi anni abbiamo sentito più volte in occasione del Sinodo. Occorre, perciò, ci ricorda Papa Francesco, che “le comunità parrocchiali diventino sempre più luoghi da cui i battezzati partono come discepoli missionari e a cui fanno ritorno, pieni di gioia, per condividere le meraviglie operate dal Signore attraverso la loro testimonianza”.

 

 

Che Maria Immacolata, madre della speranza, patrona di questa comunità, vi accompagni in una esperienza di comunione, annunciando al mondo la bellezza del vangelo, camminando insieme verso il Regno, in unione a tutta l’umanità, nell’ascolto reciproco, nel dialogo e nel discernimento comunitario (cfr. IL n.5-Sinodo).  


ANNIVERSARIO DI 60 ANNI DI SACERDOZIO DI PADRE SERAFINO CIARDI

ANNIVERSARIO DI 60 ANNI DI SACERDOZIO

DI PADRE SERAFINO CIARDI

Giovedì 13 marzo – chiesa parrocchiale Santa Maria Regina Pacis

 

Augurio del Superiore generale al termine della santa Messa 

 

 

Con le seguenti parole di augurio vorrei condividere con voi alcune caratteristiche della figura del prete e del suo stile di vita che si possono rispecchiare a grandi linee nella vita del nostro confratello padre Serafino, ma anche in                                                                                                               ogni sacerdote.

 

•             IL PRETE È AMICO DI CRISTO: ha accettato l'amicizia di Cristo che lo chiama alla sua intimità. Se il prete è amico di Cristo, sarà capace di attirare anche gli altri in questa amicizia. Infatti lo vediamo anche nella vita di padre Serafino per quanti amici ha incontrato e ancora ritrova accanto a sé in questi lunghi anni di sacerdozio.

 

•             IL PRETE È CUSTODE DELL'EUCARISTIA: è chiamato ad approfondire, ad essere fedele, a comunicare l'Eucaristia. L'Eucaristia fa la Chiesa. È il centro della comunità. È il segno della comunione. Il sacerdote custodisce nelle sue fragili mani questo mistero grandioso!  Quante volte abbiamo visto padre Serafino attraversare la Chiesa dalla Cappella dell’adorazione, stringendo tra le mani l’ostensorio contenente l’ostia consacrata, la divina eucarestia!

 

•             IL PRETE È L'UOMO DELLA PREGHIERA: ogni giorno nella Liturgia delle ore, ma anche nella preghiera silenziosa, fatta di meditazione e adorazione. Il sacerdote è in grado di dare qualcosa alla comunità, solo se prima nella preghiera ha ricevuto.  Anche in Serafino possiamo scoprire quanta fedeltà ha manifestato soprattutto per la Liturgia delle ore!

 

•             IL PRETE È RAPPRESENTANTE DI CRISTO: fra la gente, visibilmente, il prete rappresenta Cristo. Fa le stesse cose che faceva Cristo: spezza il pane, annuncia il Vangelo, serve i fratelli. Lo può fare solo se è pienamente conformato a Cristo. Se è innamorato di Cristo. Per sessant’anni padre Serafino ha compiuto questi gesti con amore e generosità!

 

•             IL PRETE È L'UOMO DELLA BENEDIZIONE

È un gesto formidabile quello di benedire! Carico di significati profondi. Ai poveri, agli ammalati, ai peccatori, ai piccoli... nei momenti di paura, nelle difficoltà, nelle speranze… la benedizione di Dio porta un raggio di sole...Quante volte padre serafino ha benedetto le persone nelle più diverse situazioni della vita!

 

•             IL PRETE È L'UOMO DELLA CHIESA: è nella comunità che il prete esprime il suo vero significato. La gente vuol vedere un uomo di Chiesa. Non un funzionario.  Si può essere uomo della Chiesa anche attraverso una comunità religiosa, una scelta che proviene dal nostro carisma di Canonici Regolari!

 

•             IL PRETE È L'UOMO DELLA RICONCILIAZIONE: ci sono tanti mali nel mondo. Ma il peccato è l'unico grande male che divide l'uomo da Dio. E il sacerdote ha il potere di ricucire lo strappo che si crea con il peccato. Per questo deve avere un cuore pieno di amore, di riconciliazione. Un cuore aperto a tutti. Quante volte abbiamo visto padre Serafino restare a disposizione nel suo confessionale in attesa di penitenti per il sacramento della riconciliazione!

 

•             IL PRETE DEVOTO DELLA VERGINE MARIA

Lei è la Donna del 'sì'. Da Lei, il prete può imparare a dire "sì" a tutto quello che Dio e i fratelli gli chiedono. Maria ha donato Cristo al mondo. Anche il sacerdote è chiamato a renderlo presente nella società. Padre Serafino ha manifestato questa sua devozione a Maria con la recita quotidiana del Santo Rosario e con tanti pellegrinaggi in luoghi mariani!

 

•             SACERDOTE PER SEMPRE!

Dio vuole tutto. Non un prestito, ma il dono totale della vita! Non è un dono a tempo. Ma per sempre! E sessant’anni di sacerdozio è un grande traguardo dopo aver percorso buona parte della propria vita! Questa è la grandezza del sacerdote! È difficile! Ma è una meravigliosa avventura! È difficile! Ma con Dio tutto è possibile! Raggiungere 60 anni di sacerdozio vuol dire che è possibile rimanere fedeli per sempre alla propria vocazione!

 

Caro padre Serafino, a nome mio personale e dei nostri confratelli, ma anche di tanti amici che in questo giorno speciale ti sono vicini, ti auguro di continuare la tua missione con lo stesso entusiasmo e passione di sempre, per portare Cristo e il suo vangelo a ogni persona che incontri lungo il cammino!

 

Ti auguro di essere sempre “amico di Cristo e della gente”, custode dell’Eucarestia che ogni giorno stringi tra le tue mani, uomo della preghiera, dispensatore di benedizioni e di riconciliazione, devoto alla Vergine Maria e del Santo Rosario. Maria Immacolata, Madre della speranza, ti accompagni e ti protegga per il resto dei tuoi anni!


Foto di Alberto Di Gennaro


Pellegrini di Speranza.. da Seul!

“PELLEGRINI DI SPERANZA”

da Seul, capitale della Corea del sud

18 febbraio 2024

 

Martedì 18 febbraio è giunto nella nostra parrocchia di Regina Pacis in Roma, un gruppo di pellegrini (una sessantina circa) da Seul, guidati dal loro parroco don Daniel amico di don Giuseppe Baek, nostro ospite in casa generalizia fino allo scorso 15 gennaio.

E’ stata un’esperienza molto viva e toccante non solo per i nostri sacerdoti, ma anche per alcuni giovani ministranti della parrocchia, tra i quali si è instaurato subito un rapporto di simpatia e amicizia.

La celebrazione della santa messa, presieduta da don Daniel e da noi concelebrata, è stata animata con canti in lingua coreana. Ammirabile l’atteggiamento dei pellegrini durante tutta la celebrazione: un raccoglimento e partecipazione attiva intensa ed esemplare! 

Al termine della messa abbiamo donato ai due sacerdoti le nostre stole CRIC  in ricordo di questo incontro, con l’augurio di portare nelle loro famiglie e nel loro paese il nostro saluto di amicizia e pace.

 

Dopo la foto di gruppo ci siamo ritrovati tutti in pizzeria per un ulteriore momento in amicizia e allegria!

 

Padre Rinaldo


Presentazione libro di Claudia Koll "Qualcosa di sé"

Claudia Koll racconta

“Qualcosa di sé”

dopo la sua conversione

 

15 febbraio 2025 

 

Ho conosciuto Claudia Koll solo per email nel 2023 quando ho fatto da tramite per una testimonianza/racconto della sua vita nel maggio culturale organizzato dal GRIMM di Montichiari (BS).

Le reazioni del Presidente del GRIMM e dei presenti sono state così toccanti e piene di entusiasmo, che l’annuncio di una sua nuova pubblicazione “Qualcosa di me” raccontata attraverso il dialogo con una amica, mi ha incuriosito a tal punto che ho deciso di partecipare all’incontro nella Libreria dei Paolini in via della Conciliazione a Roma la sera di sabato 15 febbraio.

Erano presenti a raccontare parte dei dialoghi riportati nel libro il giornalista e scrittore Mimmo Muolo, vaticanista per l’Avvenire, Daniela Poggi, attrice e collega di Claudia, e il filosofo Massimo Borghesi.

Nel cuore della presentazione il seguente messaggio: “ Dio non toglie niente”, anzi Dio innesca in ciascuno di noi un cambiamento interiore che rende l’amore alla vita ancora più intenso dalla grazia.

 Dopo venticinque anni, in occasione dell’Anno Santo della speranza, Claudia Koll racconta altre esperienze della sua vita di attrice, conduttrice televisiva, scrittrice.

Nel libro, scritto in una forma piana ma accattivante, ci sono le esperienze professionali di Claudia, c’è il suo amore per gli animali e per l’arte, per la pittura, con molti riferimenti all’amatissimo Vincent Van Gogh, ci sono le Opere del Padre, l’associazione che ha fondato per aiutare i poveri in Italia e in Africa, c’è il suo metodo di insegnamento e di accompagnamento per i giovani attori, che attinge alle sue esperienze. Ma soprattutto c’è la sua spiritualità, lungi dall’essere quella di una “suora laica”; è invece la spiritualità di «una cristiana senza particolari consacrazioni».

“In Qualcosa di me – hanno annotato i presentatori – questa dimensione laicale della sua fede è ciò che colpisce”. Come scrive Charles Peguy «laico-cristiano non è espressione composta da termini antitetici: essi indicano l’amore al mondo, alla vita, al bello e al corpo reso più intenso dalla grazia».

Claudia Koll, ha concluso la serata con un intervento che sintetizza così la sua vita: “Dio ha messo insieme la mia storia, le competenze della mia esperienza di artista e il mio desiderio di aiutare gli altri. Dio non toglie niente, cura le nostre ferite, dà significato e senso a quelli che sono i nostri interessi più profondi, che poi sono i nostri talenti».

E’ stato un incontro non solo interessante, ma ricco di emozioni, soprattutto quando alla fine sono riuscito a salutarla e a chiederle un autografo sul libro che mi impegnerò a leggere!

 

 

Padre Rinaldo


Seconda Assemblea annuale n 102 Unione Superiori Generali - Sacrofano

Contenuti, Amicizia e Fraternità!

 

 

 

In questi giorni da mercoledì 20 al 22 novembre si è svolta la seconda assemblea annuale numero 102 della Unione dei superiori generali a Sacrofano. Sono state giornate molto intense ricche di testimonianze e di fraternità condivise con la presenza di circa 105 superiori generali di altrettante congregazioni di tutto il mondo. Il momento fondamentale sono state le testimonianze riportate da alcuni membri dell’unione che hanno partecipato alla seconda sessione del sinodo nel mese di ottobre. I relatori hanno riportato la loro testimonianza personale con sfumature diverse: dalle impressioni positive per il documento finale ma soprattutto per i giorni trascorsi insieme in uno spirito di fraternità e di preghiera, ai contenuti e alla metodologia che è stata utilizzata durante tutto il sinodo. Si è ribadita l’importanza del ritrovarsi insieme nello stile della conversazione nello spirito, cioè dando ascolto nel silenzio allo spirito e nel dialogo all’ascolto dell’altro.

Naturalmente il tema che legava tutte le relazioni presentate in questi giorni aveva come titolo: “Come essere vita consacrata sinodale missionaria”. I lavori di gruppo nei vari tavoli hanno arricchito i contenuti riportati al sinodo.

Sottolineo soltanto un argomento importante per noi Religiosi e che è ancora al lavoro per la creazione di una bozza che uscirà probabilmente a giugno 2025 e cioè le cosiddette ”Mutuae relationes” che trattano il rapporto tra i vescovi delle varie chiese locali e i religiosi in esse presenti.

 

Un altro tema importante che è stato affrontato riguarda il giubileo dell’anno Santo 2025. Il sottosegretario dell’organizzazione del giubileo ci ha presentato la bolla di indizione di Papa Francesco e il programma delle varie iniziative in riferimento in modo particolare alle due giornate dedicate alla vita consacrata nel mese di ottobre.

 

Infine si sono svolte anche le votazioni per il rinnovo delle cariche all’interno dell’unione dei superiori generali. Sono stati riconfermati sia il presidente dell’unione Padre Arturo Sosa Superiore Generale dei Gesuiti e Padre Mauro Lepori Superiore Generale dei Cistercensi.

In seguito si è passati alla votazione dei membri dei vari consigli che sosterranno il presidente dell’organizzazione delle varie iniziative.

 

La Santa messa di mercoledì sera è stata celebrata con il rito maronita. Erano presenti alcuni sacerdoti libanesi e con loro abbiamo pregato per la pace sia nel loro paese che in tutta la Palestina e Israele.

 

Venerdì mattina si conclude con la presenza del cardinale Joao Braz de Aviz Prefetto del Dicastero per la vita consacrata e con l’intervento di Suor Simona Brambilla segretaria dello stesso Dicastero.

 

 

In conclusione sono state giornate ricche di contenuti, di amicizia e di fraternità.

 

vostro Padre Rinaldo Guarisco 

Gruppo dei Canonici Regolari


 Messa finale presieduta dal Cardinal Joao Braz De Aviz e foto di gruppo


Novacella.. l'abbazia più grande del Tirolo

Giornate di studio della Confederazione dei Canonici Regolari a Novacella

 

 

Abbazia interni e esterni

 

 

Ultima giornata di escursione alle tre chiese

Gubbio!

21 settembre 2024

Essere testimoni di vita

 

“La città di Gubbio è molto legata alla figura di San Francesco oltre all’episodio del lupo non possiamo dimenticare che tra il 1206 e il 1207 Francesco dopo essersi spogliato dei beni del padre, da Assisi venne proprio nella nostra città. Qui ricevette il primo saio, fu accolto dalla famiglia Spadalonga di cui il figlio Giacomo aveva vissuto con lui un anno di prigionia a Perugia, ebbe contatti con il lebbrosario e visse con i suoi primi compagni nella chiesa della Vittorina..

 

A Gubbio Francesco ha compiuto un grande gesto di fraternità. Pur conoscendo il pericolo, non è andato a combattere il lupo, ma ha cercato il dialogo chiamandolo fratello e restituendogli la sua dignità, e capendo che tutta quella aggressività non era altro che una grande fame di amore e di essere ascoltato. Francesco cerca la causa, non risponde con la violenza. Ed è quello che ci chiede anche Papa Francesco, di andare a scoprire quali sono le cause delle grandi ingiustizie sociali che viviamo”

 

 

                                 (Monsignor Luciano Paolucci Bedini)

 

 

 

 

E' festa..40 anni di sacerdozio!

A seguire un grazioso spazio dedicato al festeggiamento del mio 40 anno di ordinazione sacerdotale ( a Roma quartiere Bravetta insieme al mio caro confratello Padre Luigi Franchini per il suo 30 anno di ordinazione) e poi in varie“ tappe cronologiche e geografiche” che ho collocato insieme come un bel mosaico nel segno della gratitudine al Signore e nel profondo affetto verso tutti coloro che fanno parte del mio cammino sacerdotale.

 

 

Vostro Padre Rinaldo Guarisco

Omaggio a Padre Rinaldo Guarisco Presidente Associazione Culturale Dom Grea e Padre Luigi Franchini Vicepresidente

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Sacro è!

 

 

Sacro è una porta che ti aspetta e non si chiude mai

Sacro è essere amato in tutto quello che si è, soprattutto per quello che si è

Sacro è imparare a farsi baciare il volto dal sole con la calda certezza di non essere soli

Sacro è la brezza unica della preghiera che ti permea di divino le  palpebre per poter  donare  il tuo vero sguardo al mondo

Sacro è una luce ridente che fa gioire il tuo cuore senza un perché ma in realtà con un grande perché.. fa parte della tua vita

Sacro è scrivere parole nei tuoi passi in un silenzio che hai imparato ad ascoltare

Sacro è vivere il sacro anche nei macigni della vita

Sacro è asciugarsi le lacrime e gioire insieme remando unite

Sacro è portare avanti il sigillo della promessa verso chi non c'è più. Perché nel tuo nome c’è anche il suo.

Sacro è il miracolo del germoglio che fa nascere altri germogli

Sacro è sentirti innaffiato con amore e innaffiare a tua volta facendo sbocciare il cielo sulla terra

Sacro è essere guardati come Speranza che ha un volto

 

Sacro è sorridere nel riconoscere di averlo imparato insieme e continuare uniti!

 

 

 

“Dio ama me, Dio ama te.”  Sant’Agostino

 

Associazione Culturale Dom Adriano Grea


Roma!

26 maggio 2024 ore 11.45 Messa anniversario quarantesimo anno dall' ordinazione Padre Rinaldo Guarisco ( Presidente Associazione Culturale Dom Adriano Grea) e trentesimo di Padre Gigi ( Vicepresidente Associazione Culturale Dom Adriano Grea) presso Comunità Natività di Maria- Bravetta.

Foto Alberto di Gennaro

Con queste brevi e semplici parole ma che nascono dal profondo del mio cuore vorrei ringraziare la comunità intera della Natività di Maria per l’accoglienza e il calore che mi hanno dimostrato nella festa di ricorrenza del mio 40º anniversario di sacerdozio.  Affetto che è stato espresso non solo con la numerosa presenza e partecipazione alla santa messa e al pranzo, ma soprattutto nella sintesi scritta con bellissime parole nella pergamena che mi hanno consegnato. È con grande riconoscenza che esprimo altrettanto il mio ricordo più bello di questa comunità che ancora dopo quarant’anni si ricorda di me con grande simpatia e affetto. Auguro a tutti di continuare la bella testimonianza di fraternità e amicizia per annunciare e vivere ogni giorno il Vangelo di Gesù.

 

 

Un grazie speciale a tutti i collaboratori che con generosità e grande disponibilità hanno preparato questa festa.

 

vostro Padre Rinaldo

Borgosotto!

Queste sono alcune foto a ricordo dei mei 40 anni di sacerdozio ricelebrati nella parrocchia di Maria Immacolata in Borgosotto dove son stato parroco per 17 anni! Ha animato la messa la corale che per 30 anni ho diretto per animare le varie celebrazioni! Naturalmente la festa si è conclusa in pizzeria!!!

 

vostro Padre Rinaldo

Viadana!

Il 12 ottobre 2024 a Viadana in diocesi di Brescia i miei compaesani mi hanno festeggiato in occasione dei miei 40 anni di sacerdozio ordinato presbitero proprio in questa parrocchia. Dopo la celebrazione della messa ci siamo ritrovati in Oratorio per uno spiedo “in amicizia “ e dove è stata allestita una mostra fotografica sul mio percorso vocazionale: dall’infanzia all’esperienza sacerdotale e pastorale!!! Un grande grazie a tutti i miei compaesani!!! Le ultime quattro simpatiche foto festeggiamento con miei parenti stretti che ringrazio affettuosamente nella gioia della condivisione e di un buon pasto insieme ( fettuccine di lepre in salmi e stracotto di cinghiale con polenta)!

 

vostro Padre Rinaldo


Assisi!

Tutti, tutti siamo figli di Dio. Tutti fratelli nella Chiesa. Tutti Chiesa: tutti.Noi siamo le sue pecore, il suo gregge, e lo siamo solo insieme, uniti.

 

Papa Francesco

 

“Fedeli all’eredità del Concilio Vaticano II”

 

 

 

“Fedeli all’eredità del Concilio Vaticano II”  è il tema della 101ª assemblea dell’Usg (Unione superiori generali), che si terrà dal 21 al 24 maggio ad Assisi. “Il nostro Consiglio esecutivo ha ritenuto importante ripercorrere il cammino dell’Usg attraverso le 100 Assemblee e ringraziare il Signore per le sue benedizioni”, si legge nella lettera di convocazione firmata da padre Arturo Sosa, preposito generale della Compagnia di Gesù e presidente dell’Usg, che spiega la scelta di Assisi perché “un luogo molto significativo per la vita religiosa”. Durante i lavori sarà approfondita l’origine e l’evoluzione dell’Unione, così come la sua importanza nell’attuazione del Concilio Vaticano II, attraverso alcuni degli attori di tale storia. Durante la permanenza ad Assisi, inoltre, si rifletterà “sull’attualità di San Francesco come strumento di pace nei tempi turbolenti che stiamo vivendo e sul nostro impegno a rendere possibile la pace”. La mattinata del 23 maggio sarà dedicata alla condivisione sulla semplicità e la povertà come fonti di rinnovamento nella vita consacrata. Infine, una riflessione sul contributo da portare alla seconda sessione del Sinodo sulla Sinodalità.


In ascolto.. preghiera, studio e natura 

 

Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile.

 

 

San Francesco d’Assisi

 

21 maggio 2024

 

 

Il lavoro di oggi si è concluso con la santa messa in santa Maria degli angeli con la porziuncola in restauro! A seguire passeggiata notturna nella solitudine!

 

vostro Padre Rinaldo

 

 


Sulle orme di San Francesco Pacificante e Pacificatore 

 

"Oh Signore, fa di me uno strumento della tua Pace

Dove è odio fa che io porti l’Amore,

dove è offesa, ch’io porti il perdono,

dove è discordia, ch’io porti la fede,

dove è l’errore, ch’io porti la Verità,

dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,

dove sono le tenebre, ch’io porti la luce."

 

 

San Francesco d’Assisi

 

22 maggio 2024

 

La giornata è iniziata con l’intervento del cardinale Aquilino Boccos che ha fatto la storia dell’Associazione dei superiori generali, proponendo sfide e prospettive per il futuro!

Nel pomeriggio sono intervenuti tre frati francescani dell’Ordine dei Minori, Conventuali e Cappuccini, presentando la figura di san Francesco con tre sfumature diverse ma come promotore di pace: pacificato con se stesso, Francesco diventa un frate pacificante e pacificatore!

 

Infine alcune testimonianze di Congregazioni in prima fila a favore della pace in quei luoghi dove ancora si muore per la guerra!!!

 

vostro Padre Rinaldo


Semplicità, povertà e umiltà!

 

"Dio mi ha chiamato per la via dell’umiltà

e mi ha mostrato la via della semplicità."

 

 

San Francesco d’Assisi

 

23 maggio 2024

 

Ecco alcune foto della giornata di oggi dedicata al tema della semplicità, povertà e umiltà! Quattro congregazioni l’hanno presentata secondo il loro carisma di vita apostolica, missionaria e monastica!

Poi suor Maria Cimperman ha presentato la sintesi della seconda consultazione in vista del Sinodo di ottobre.

Infine è venuto a salutarci il vescovo di Assisi mons. Domenico Sorrentino, che poi ha presieduto la santa messa nella chiesa della spoliazione, dove è sepolto il giovane Carlo Acutis di cui proprio oggi il Papa ha annunciato la sua prossima canonizzazione!!! 

 

Vostro Padre Rinaldo 

Speciale Carlo Acutis..

La felicità è lo sguardo rivolto verso Dio!

Carlo Acutis sarà canonizzato!

 

Un miracolo compiuto per intercessione del beato Carlo Acutis è stato riconosciuto da papa Francesco, e pertanto, in data da definire, egli sarà proclamato santo, passando così dal culto locale, che è proprio dello status di beato, al culto universale che caratterizza i santi canonizzati.

 

Era da aspettarselo. Tanti lo hanno invocato. Il miracolo riconosciuto ai fini della canonizzazione riguarda una ragazza del Costa Rica, studentessa in Italia, operata per un trauma cranico dovuto a un incidente. Dalle sue condizioni disperate è uscita grazie all’intercessione del Beato, invocato dalla mamma. Davvero questo giovane milanese, morto a Monza nel 2006, approdato poco dopo al cimitero di Assisi, collocato nel 2019 con i suoi resti mortali nel Santuario della Spogliazione, ha bruciato tutte le tappe. Privato della vita terrena a 15 anni, si direbbe che abbia preso la “rincorsa” in Paradiso.

 

Quello che ho potuto registrare ad Assisi in questi anni supera ogni previsione. Ormai a migliaia e migliaia, e da tutto il mondo, giungono i pellegrini a questo Santuario che è l’ultimo ad essere stato eretto, anche se le sue radici affondano nel primo cristianesimo assisano (il Santuario coincide con il vescovado e la chiesa di Santa Maria Maggiore, antica cattedrale di Assisi) e nel primo francescanesimo. In questo Santuario il Poverello visse le prime battute della sua conversione, spogliandosi fino alla nudità per dire che Gesù valeva ben più delle monete di Bernardone.

 

Sulle sue orme, ma con un tratto tutto suo, Carlo porta lo stesso messaggio. Di famiglia benestante, amante della vita, della natura, degli animali, dello sport, insomma del bello in tutte le sue forme, e potendosi permettere una vita agiata, si trova, nel fiore dell’età, ad essere spogliato di tutto. Il mondo crolla con la sua leucemia fulminante. Non gli rimane che Gesù, quel Gesù che egli aveva scoperto soprattutto nella presenza eucaristica, diventandone un testimone appassionato e coinvolgente. La sua mostra dei miracoli eucaristici ha fatto il giro del mondo. Francesco si spogliò. Carlo fu spogliato. Entrambi hanno fatto a gara, in due tempi e modi diversi, per additare il cuore dell’annuncio evangelico, quello di un Dio-Amore che non esita a “spogliarsi” della sua gloria, per farsi, nel suo Figlio Gesù, uno di noi, fino alla morte di croce.

 

Oggi, chi entra nel Santuario della Spogliazione, li trova entrambi all’ingresso, in un dipinto che raffigura Francesco, nella versione di Giotto, e Carlo, con la sua maglietta moderna, entrambi con un volto di cielo. Un gesto li accomuna: additano il Crocifisso e l’altare, il mistero dell’eucaristia. Additano Cristo come segreto della vera gioia. Tutto è bello ciò che viene da Dio. Ma a condizione che sia vissuto nell’amore di Dio. E allora la vita diventa libera, originale, non schiava delle mode. “Originali non fotocopie”, amava dire Carlo Acutis, con uno slogan che era un ideale di vita, riproposto oggi a tanti giovani che sostano davanti alla sua tomba. Quella di Carlo Acutis è davvero una grazia “verticale”, vento e fuoco di Pentecoste, uno di quegli interventi di Dio che sono pura sorpresa, per dare alla Chiesa e al mondo un colpo d’ala. Assisi in queste ore è in festa. Un “assaggio” di ciò che sarà il giorno della canonizzazione che ci auguriamo non lontano.

 

Mons. Domenico Sorrentino

 

vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno

 

Fonte Avvenire 24 maggio 2024


Una sinfonia! E' bellezza della vita religiosa

 

 

"Beato quel religioso, che ha giocondità e letizia nelle santissime parole e opere del Signore e mediante queste, conduce gli uomini all’amore di Dio con gaudio e letizia."

 

San Francesco d'Assisi

 

24 maggio 2024

 

Con la mattinata di oggi ricca di spiritualità francescana, abbiamo concluso la nostra assemblea di superiori generali n. 101!

Una solenne concelebrazione eucaristica preceduta da una lunga processione e animata da un coro di suore, ci ha offerto la possibilità di partecipare all’anniversario della dedicazione della basilica di San Francesco!

Al termine siamo stati accompagnati da frate Riccardo per una visita

Storica, artistica e spirituale nelle due chiese costruite sulla tomba del santo!

 

Non poteva esserci una migliore conclusione del convegno!!!

 

vostro Padre Rinaldo


Perù!

Nella mattinata di mercoledì 13 dicembre ci siamo incontrati nella nostra casa per una riunione con i confratelli Cric del Perù di aggiornamento e verifica della nostra vita comunitaria, sia in generale per ravvivare in noi il dono del carisma, sia in modo più specifico per parlare dei problemi riguardanti la nostra comunità del Peru.

Poi la sera alle ore 19:30 la solenne concelebrazione presieduta dal padre Kelvin nella sua parrocchia di origine dedicata alla Madonna di Fatima, in Piura. Anche in questa occasione la partecipazione della folla è stata numerosa e molto sentita. All’interno della celebrazione prima dell’offertorio il dono è la benedizione del nuovo calice a padre Kelvin da parte del superiore generale a nome di Padre Erasmo, che non poteva essere presente per motivi pastorali. Al termine della messa il saluto del padre Generale con il dono della benedizione Apostolica di Papa Francesco. Poi Padre Kelvin è sceso davanti alla statua della Madonna di Fatima per la preghiera di consacrazione alla Madonna.

 

Terminata la celebrazione ci siamo spostati in un altro salone sempre per continuare la festa accolti da un gruppo folkloristico con musiche popolari. un ricco rinfresco, tante foto con gli amici, il taglio della torta e poi tutti a nanna.

 

Vostro Padre Rinaldo

 

Finalmente è arrivato il giorno fatidico del 12 dicembre festa della Madonna di Guadalupe patrona dell’America Latina e giorno dell’ordinazione presbiterale del nostro confratello Padre Kelvin.

Nel pomeriggio ci siamo recati alla cattedrale accolti con grande gioia e festa da una folla che riempiva la chiesa e dall’arcivescovo José Antonio che ha ringraziato la nostra comunità sia per la presenza sia per il dono del sacerdozio al nostro confratello Kelvin.

La celebrazione era stata preparata con cura la sera precedente sempre nella cattedrale con una prova del rito durata per più di due ore ma seguita con cura dal segretario dell’arcivescovo.

La solenne celebrazione alla presenza anche di numerosi sacerdoti prevedeva l’ordinazione anche diaconale di tre diaconi e a seguire di quattro nuovi presbiteri. Dopo la presentazione dei rispettivi Superiori per verificarne la dignità della loro preparazione e dopo l’omelia del Vescovo la celebrazione proseguiva con il rito di ordinazione.

Con il canto delle litanie dei santi si è passato ai riti esplicativi con l’invocazione dello spirito, l’unzione delle mani, la consegna del Vangelo e del calice e della pisside per la celebrazione dell’eucarestia.

 

Al termine della celebrazione dopo la classica foto di gruppo con i nuovi presbiteri, l’arcivescovo e i sacerdoti concelebranti, la Serata è proseguita in un altro salone gremito di amici che hanno festosamente accolto l’arrivo del nuovo sacerdote padre Kelvin. La Serata si è aperta con un aperitivo, un brindisi, un semplice rinfresco accompagnato da un gruppo folkloristico con canti e danze della tradizione andina.

 

Vostro Padre Rinaldo


Ieri lunedì 11 dicembre ci siamo recati con alcuni confratelli al Seminario diocesano di Chulucanas dove ha concluso il suo corso seminaristico di filosofia e teologia il nostro fratello Juan Omar.

Innanzitutto siamo andati a salutare il vescovo della diocesi, una persona molto semplice che ci ha accolto con grande cordialità, amicizia e generosità. Ha lavorato come Vescovo presso i campesinos condividendo le loro fatiche e la loro vita rurale. Abbiamo parlato della nostra comunità di Canonici Regolari dell’Immacolata concezione che conosce molto bene, soprattutto alcuni nostri confratelli.

 

Ci siamo poi recati al Seminario e abbiamo avuto un colloquio con le équipe formativa che ha seguito sia negli studi accademici sia nella crescita umana e spirituale il nostro studente Juan Omar. Oltre al caffè che abbiamo gustato nella casa del Vescovo, qui abbiamo potuto degustare una macedonia di ricchissimi frutti esotici prodotti nel grande giardino del Seminario: dal mango alla papaya e altri frutti gustosi.


La mattina della domenica 10 dicembre alle 7:30 abbiamo concelebrato la Santa messa nella parrocchia Madonna di Fatima dove è cresciuto padre Kelvin. Il parroco ci ha accolto con grande cordialità e amicizia in una chiesa gremita di tanti fedeli. Ha presieduto la Santa messa Padre Thomas e l’omelia l’ha tenuta Padre Kelvin. Al termine della messa dopo i vari ringraziamenti all’uscita ci ha accolto la folla chiedendo preghiere e soprattutto benedizioni per le loro famiglie.

 

Vostro Padre Rinaldo

Ieri 9 dicembre abbiamo dedicato la mattinata alla visita al cimitero dove sono sepolti i nostri confratelli: Padre Gerardo Dubé, un padre molto carismatico ben voluto dai nostri confratelli e da tanta gente; Padre Juan Atarama superiore della comunità del Perù per diversi anni, morto giovane nel 2016 dopo lunga malattia; abbiamo pregato anche sulla tomba della sorella di padre Kelvin morta quattro anni fa improvvisamente per un incidente stradale.

Terminata la visita ci siamo recati nella cattedrale di Piura dove era appena terminato un matrimonio. È stata comunque una bella opportunità per ammirare le tante statue di santi lungo le pareti laterali della navata e posti nelle nicchie intarsiate in legno dorato, di grande importanza la parete di fondo del presbiterio.

Nel pomeriggio ci siamo recati alla cappella della vergine della Mercedes presso la laguna Azul per celebrare la Santa messa.

 

Al termine della giornata una passeggiata rilassante al centro commerciale per fare un po’ di shopping e poterci sedere tranquillamente a un tavolo per la condivisione dei nostri ricordi,  naturalmente davanti a un piatto tipico peruviano.

 

Vostro Padre Rinaldo

venerdì 8 dicembre nel pomeriggio abbiamo fatto un giro turistico nella zona del Colan presso l’oceano dove precedentemente avevamo le parrocchie di pueblo Nuevo e di La Huaca. Abbiamo fatto visita alla Famiglia del nostro confratello padre Victor. Siamo stati accolti con grande cordialità e generosità. Poi abbiamo fatto visita all’antica Chiesa di San Lucas del Colan, la prima chiesa costruita dagli spagnoli nel 1600 dopo la scoperta dell’America.

 

Al ritorno siamo rientrati in casa verso sera al tramonto del sole.

 

Vostro Padre Rinaldo

Nel pomeriggio di giovedì 7 dicembre abbiamo preso l’aereo per il volo interno da Lima a Piura, dove abbiamo un’altra comunità di confratelli. Arrivati puntualmente a destinazione, dopo una prima visita alla cattedrale di Piura e al museo archeologico del Perù, ci siamo sistemati presso il nostro Seminario Sant’Agostino . La città si presenta più povera a livello di strutture, come strade non asfaltate e in terra battuta,, case al piano terra non ultimate e senza intonaco, trasporti in città con moto taxi.

 

Il giorno dopo venerdì 8 dicembre festa dell’Immacolata nostra patrona abbiamo celebrato la Santa messa nella nostra casa di Piura; abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare l’omelia del nostro Diacono padre Kelvin che martedì sarà ordinato presbitero. Inoltre abbiamo partecipato a un’altra Santa messa nella parrocchia del Santissimo sacramento presieduta dal nostro padre Ulisse; abbiamo conosciuto così un’altra realtà parrocchiale vicino alla nostra casa dove lui collabora pastoralmente. Poi abbiamo condiviso un pranzo comunitario con i nostri confratelli che risiedono a Piura.

 

Vostro Padre Rinaldo

Oggi mercoledì 6 dicembre, ultimo giorno di permanenza in Lima, abbiamo proseguito la nostra visita arrivando fino alla zona del Callao dove i nostri padri Cric fin dai primi anni del novecento hanno lasciato un segno importante della loro presenza. La costruzione di alcune chiese e soprattutto la costruzione di una casa di riposo per anziani che ancora oggi è in attività sotto la responsabilità e la direzione della diocesi.

Una rapida visita alla punta del Callao in riva all’oceano Pacifico con un venticello fresco e un clima nebuloso ha concluso la nostra visita Turistica.

Non posso dimenticare la gradita accoglienza nei nostri confronti di Don Juan de Dios da tanti anni amico della nostra comunità Cric e vicario generale della diocesi del Callao. Con lui abbiamo condiviso una abbondante pasto fraterno raccontando tante storie del nostro passato in Perù di cui lui ha una grande conoscenza.

 

Naturalmente la serata è finita in allegria attorno a un tavolo con i fratelli Ortiz José e Franklin gustando un cibo delizioso da un menu peruviano. Non poteva mancare un buon gelato all’italiana!

 

Vostro Padre Rinaldo

Trascorso il primo giorno di ambientamento e di una prima visita alla città di Lima, dopo aver accolto anche padre Thomas che dalla California si è unito a noi, ieri 5 dicembre abbiamo continuato la visita Turistico religiosa concludendo la giornata con una celebrazione eucaristica con gli amici Cric.

Durante la visita alla città abbiamo contemplato e bellezze architettoniche di alcuni monumenti e chiese. Abbiamo potuto gustare la devozione a numerosi santi cari alla tradizione peruviana, iniziando dalla patrona Santa Rosa di Lima e abbiamo visitato oltre alla chiesa e alla sua casa nativa anche la casa di San Martino di Porres. Oltre alla chiesa di Santo Domingo, purtroppo in restauro esterno, abbiamo pregato nella chiesa molto importante per la devozione peruviana del “Signore dei miracoli”, un Santuario che nel mese di ottobre richiama migliaia di pellegrini per la processione e la preghiera che dura tutto il mese. Accanto al santuario il grande museo che racconta la storia di questa grande tradizione e devozione.

Alla sera abbiamo concluso la giornata nella cappella della nostra casa con un incontro fraterno, pregando la Santa messa con alcuni amici Cric da anni legati alla nostra comunità religiosa.

 

Naturalmente durante questa lunga escursione Turistica abbiamo fatto delle pause per rifocillarci e abbiamo goduto anche della cosiddetta movida che anima il quartiere accanto alla nostra casa Cric: la presenza innanzitutto dello stadio, del parco acquatico con giochi di luci di acqua che attira tantissimi turisti e altre zone di aree verdi per il relax quotidiano di tante persone.

 

Vostro Padre Rinaldo

3 dicembre 2023

 

Inizia oggi una nuova avventura oltreoceano…da Roma a Madrid e poi volo diretto per Lima in Perù. Panorama spettacolare e arrivo puntuale all’aeroporto dove mi attende padre Cesar cric. Alloggio presso Hotel Swan e visita ai dintorni, con particolare affetto alla parrocchia di santa Teresita, la cui chiesa è stata costruita 85 anni fa dai nostri padri Cric del Perù. Accanto è rimasto di nostra proprietà la casa del seminario Cric, che oggi ospita tre nostri sacerdoti cric. E naturalmente una prima degustazione del cibo peruviano come segno di integrazione a questa millenaria cultura!

 

Vostro Padre Rinaldo

Canada!

9 ottobre 2023

 

Con la prima neve in Canada salutiamo Montréal e a Roma ritorniamo!!!

 

vostro Padre Rinaldo

In questi giorni mi trovo in Canada precisamente a Montreal per celebrare il funerale di un nostro confratello Padre Bruno Mori, ultimo Cric residente in Canada.  accompagnato da Padre Riccardo e da Ferdy sorella di padre Bruno, alla presenza di numerosi sacerdoti e fedeli laici lunedì 6 novembre abbiamo concelebrato il solenne rito di commiato. abbiamo conosciuto tante persone che gli hanno voluto bene e hanno collaborato con lui in diverse circostanze sia nella libreria servizio di documentazione pastorale sia nella parrocchia di Santa Caterina ove ultimamente risiedeva.

 

ieri siamo andati a Brigham a far visita ai nostri confratelli sepolti qui in Canada nel cimitero parrocchiale dove anche Padre Bruno ha  espresso il desiderio di essere seppellito. è stata una bella occasione per visitare anche i luoghi dove hanno operato i nostri padri in tanti anni di presenza in questa zona del Canada. A padre Claudemir Pirlo è stato dedicato anche un parco in sua memoria. abbiamo avuto anche l’opportunità di visitare la città vecchia di Montreal in particolar modo la chiesa di Notre Dame, una splendida opera architettonica ricca di sculture è ricoperta di opere d’arte e decorazioni intarsiate nel legno. abbiamo visitato anche la chiesa dedicata alla Madonna del soccorso e infine il santuario oratorio di San Giuseppe, una immensa costruzione moderna che domina sulla città di Montreal.

 

Vostro Padre Rinaldo

Brasile!

 

 

 

"Cosa veramente dolce vivere insieme ai propri confratelli; dai loro occhi traspare la presenza di Gesù in loro. Uno sfondo di sicura gioia."

 

Dom Adriano Grea

Oggi 21 ottobre ultimo giorno di permanenza in Brasile. domani mattina partenza per il rientro in Italia con arrivo lunedì nel pomeriggio.

Per questo ieri ne abbiamo approfittato per fare un’ultima visita turistica alla città di Goiàs vecchia capitale dello stato del Goiàs ora trasferitasi nella città di Goiânia.

Abbiamo fatto una visita guidata al palazzo degli archi dove risiede il governatore. Poi abbiamo visitato la caratteristica cittadina in stile neo gotico con case a colori prevalentemente bianco azzurri. Non abbiamo potuto visitare la cattedrale perché era in ristrutturazione, siamo poi andati al santuario della Madonna del Rosario, siamo passati davanti alla casa della poetessa Cora Coralina. Infine dopo una breve sosta presso il fontanone e il chiosco dei comizi abbiamo fatto un po’ di shopping.

Infine siamo rientrati a casa sotto un sole cocente di fine inverno con 38° e nel periodo delle piogge che però hanno offerto solo un acquazzone in tutto il periodo della nostra permanenza.

È stata un’esperienza intensa dal punto di vista comunitario, ecclesiale, sociale, paesaggistico e per il quotidiano contatto con una natura variegata e piena di vita…nonostante la siccità!

 

Naturalmente non poteva mancare l’ultima visita e preghiera alla tomba di padre Fiorenzo… anche per il cambio dei fiori! 

 

Vostro Padre Rinaldo

20 ottobre 2023

 

Ultimi giorni del nostro soggiorno in Brasile…ultime celebrazioni religiose nelle famiglie e nelle chiese di Brazabrantes e di Sant’Antonio. Grande accoglienza e simpatia nella semplicità da parte della gente!

 

Vostro Padre Rinaldo

Ieri lunedì 16 ottobre abbiamo approfittato della guida di padre Tino per visitare la città capitale Brasília. Giornata intensa e ricca di meravigliosi palazzi:  dalla spianata del potere politico con visita al palazzo di residenza del presidente, alla cattedrale in stile architettonico moderno. Tutta la città e in stile moderno essendo stata costruita solo 60 fa nel 1960 a forma di aereo, come si può ben vedere nella foto della planimetria.

 

vostro Padre Rinaldo

15 ottobre 2023

 

Oggi domenica di preghiera per le missioni abbiamo celebrato la messa nella chiesa di Brazabrantes. Abbiamo offerto una breve testimonianza in memoria di padre Fiorenzo. La preghiera è stata reciproca poiché anche noi abbiamo chiesto di pregare per le nostre comunità Cric. Terminata la celebrazione alcuni amici hanno cantato una canzone che piaceva molto a padre Fiorenzo!

Seconda fase dell’incontro/lavoro dell’Associazione “Mani solidali “.

 

Dai riti di preparazione alla celebrazione della consumazione! Grande la partecipazione e l’entusiasmo di coloro che si son resi disponibili nella preparazione del terreno e del pranzo condiviso!!! Assaggio di un mini churrasco, salsicce, riso, fagioli, verdura mista con Manjoca…infine un assaggio di quaglie alle brace!!!

Oggi sabato 14 ottobre primo incontro/lavoro dell’Associazione “Mani solidali” in collaborazione con la diocesi di Mantova. Si tratta di un gruppo di famiglie che si sono rese disponibili a lavorare nel campo degli orti sociali e nell’allevamento di quaglie, conigli, galline, e nella produzione di latte,  formaggi e altro… il ricavato da redistribuire tra famiglie povere. Naturalmente oltre al lavoro serve anche fraternizzare con una pausa caffè e panini!!!

 

Vostro Padre Rinaldo

14 ottobre 2023

 

E così la festa di ieri sera, a causa di un forte temporale, è finita al lume di candela… ma sempre in allegria! Dopo la preghiera…fettuccine e uova di quaglia…ma per finire …un po’ di quel salame di Rico e formaggio della casa!!!

13 Ottobre

 

E questa sera…allegria!!! Fettuccine per tutti! Buon appetito!!!

 

Vi porto tutti nel cuore 

 

Vostro Padre Rinaldo

Giornata dell’infanzia e di Nostra Signora Apparecida patrona di tutto il Brasile. Nella nostra parrocchia di Deuslandia si è svolta la processione dal fiume fino alla chiesa con incoronazione della statua dell’Apparecida. A seguire una cena per tutti!

Oggi visita istituzionale all’Arcivescovo di Goiánia e al suo vescovo ausiliare. Un incontro molto fraterno terminato col pranzo insieme.

Continua il nostro soggiorno in Brasile con una Giornata di spiritualità in visita al nuovo e vecchio santuario della santissima trinità tenuto dai Redentoristi!

 

Nel pomeriggio visita sulla tomba di padre Fiorenzo presso il cimitero di Brazabrantes.

 

Vostro Padre Rinaldo

10 ottobre 2023

 

Terzo viaggio in Brasile!!! Finalmente dopo 11 ore 50 minuti di volo da Milano Malpensa siamo atterrati con volo diretto all’aeroporto di San Paolo in compagnia di Rico e Rosaria! Sbrigate le ultime pratiche di volo, dopo una lunga attesa per lo scarico di un valigetta “ritardataria”, abbiamo ripreso il volo per Goiania dove verso mezzanotte del giorno lunedì 9 ottobre ci aspettava padre Tino per portarci al nostro Seminario “Santa Monica” in Brazabrantes. La struttura è composta da diversi ambienti adibiti a casa di accoglienza per i nostri confratelli, sale per incontri pastorali, una chiesetta al centro, una casa per la famiglia di Maria Ausilia con sette fratelli che ha adottato e allevamenti di galline, conigli, quaglie e mucche e tanto prato verde anche per gli orti sociali e per la realizzazione di un progetto sociale per famiglie bisognose che padre Giuseppe Chiarini sta portando avanti sostenuto dalla diocesi di Mantova. È così iniziata una nuova avventura nel Goiàs al centro del Brasile!

 

Vostro Padre Rinaldo

12 ottobre

In questi giorni abbiamo avuto l’opportunità di visitare il centro parrocchiale dove ogni lunedì un gruppo di signore si incontrano nel laboratorio di ricamo e cucito. I lavori che realizzano li predispongono per una bancarella inviandoli anche oltreoceano, come per esempio nelle nostre parrocchie Cric.

 

Vostro Padre Rinaldo

 

 

Di seguito alcune immagini della fattoria Cric “Fazenda Santa Monica “, dove vivono alcune mucche con un vitellino, un cavallo, galline e un piccolo allevamento di quaglie, dall’ incubatrice delle uova al loro crescere!

 

Vostro Padre Rinaldo

California!

La gioia della fraternità!

 

12 settembre 2023

Come previsto dal programma la mia visita in California aveva come motivo principale il 25* anniversario di ordinazione sacerdotale di padre Thomas…e in coda anche il mio compleanno. Infatti oggi 12 settembre alle ore 18 di California abbiamo celebrato una solenne Santa messa nella chiesa parrocchiale della madonna di Guadalupe. Naturalmente non poteva concludersi se non con un momento di fraternità, alla presenza di confratelli, famigliari e amici (circa 350 partecipanti)!

 

Vostro Padre Rinaldo

La natura..che meraviglia!

 

9 settembre 2023

In questi giorni ho potuto visitare il parco nazionale del gran Canyon del Colorado. È stata una esperienza molto suggestiva e meravigliosa. Con padre Tomas abbiamo trovato alloggio presso un villaggio a 2600 m di altitudine che richiama in stile moderno i vecchi villaggi western. La zona era abitata da gruppi etnici indiani e ora è un villaggio turistico frequentato da molte persone. Il giorno dopo siamo partiti per entrare nel parco del gran Canyon e visitare dall’alto la storia di milioni di anni scavata nella roccia per erosione del vento e dell’acqua, di attività sismiche e vulcaniche, ma soprattutto dallo scorrere in fondo alla valle a 1800 m di profondità del fiume Colorado. Vi condivido alcune foto.

 

 

Vostro Padre Rinaldo


Oggi 4 settembre e primo lunedì di settembre in tutti gli Stati Uniti d'America si festeggia la giornata dei lavoratori e del loro protettore san Giuseppe.. Tra questi non poteva mancare il sottoscritto, partecipando insieme a padre Thomas alla parata organizzata dal comune di Santa Paula per la via principale del paese 

Al termine, rientrato in casa, abbiamo tagliato e spremuto un sacco di pomodori per ricavarne un'ottima passata per sugo per spaghetti e pizza! Alla faccia del riposo!!!

 

E domani si va per tre giorni "laggiù nell' Arizona, terra di sogni e di chimere...". Ci aspetta il Gran Canyon del Colorado!!!

4 settembre 2023

 

Mentre voi in Italia stavate "sognando"...io sono giunto realmente in California! Costeggiando l'oceano Pacifico sono giunto alla nostra casa CRIC in Santa Paula con veduta panoramica!!! Ai prossimi aggiornamenti!

 

Vostro Padre Rinaldo

 

 

 

 

''Per credere è necessario amare la bellezza e percepire la sacralità del tutto''

 

T. De Chardin

15 giugno 2023

Anche oggi, in occasione della festa di San Bernardo di Mont-Joux, alla presenza del nuovo Prevosto dei Canonici Regolari GSB, dell'Abate Primate della Confederazione dei CRSA e del Vescovo di Aosta, è stato inaugurato, presso l'Ospizio del Gran San Bernardo a 2473 m di altitudine, l'Anno Giubilare per i cento anni della Dichiarazione che proclama San Bernardo patrono degli alpinisti e dei viaggiatori e 900 anni della sua canonizzazione. Giornata stupenda e ricca di emozioni, soprattutto per me per il fatto che 47 anni fa iniziavo il mio noviziato, insieme all' attuale Priore dell'Ospizio del GSB, alla Vita religiosa proprio in questi luoghi suggestivi!

11 giugno 2023

 

Oggi 11 giugno a Charroux in diocesi di Poitiers (Francia), si sono svolte le settennali "Ostensions" delle reliquie dei santi... Oltre all'arcivescovo, era presente padre Bernardo CRIC, parroco emerito di Charroux e organizzatore della festa, il padre generale CRIC Rinaldo Guarisco, padre Bruno Rapis, padre James Cassidy e Allan Jones dall'Inghilterra, e tanti altri sacerdoti e numerosi fedeli.

 

Padre Rinaldo

Scritto di Padre Bernard Loy

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